31 dicembre 2006

Happy new year!

Eccomi qui... a fare lo scemo con i ragazzi dello staff. Stavamo andando a Bint Jbail che e' un po' in montagna e a un certo punto della strada, la neve! A Tiro non la si vede praticamente mai per cui fermi e foto. E palle di neve.
Da sinistra: Moussa, Mohammed, io e Hussain. Alla macchina fotografica, Samer. Tutti tra i 23 e i 26 anni, sciiti, un forte senso di responsabilita', simpaticissimi. Potrei parlarne per ore, sto imparando tanto da loro e si sta creando un bel legame. Moussa fa il grosso e facciamo sempre a botte per finta, adesso si e' messo in testa che vuole sfidarmi a braccio di ferro. Io ovviamente rilancio alla Ivan Drago e abbiamo anche scommesso (in realta' temporeggio... ha 2 braccia cosi'!). Si scherza ma non sono per nulla superficiali, anzi. Qui poi le questioni politiche sono all’ordine del giorno anche per i piu’ giovani, nella relazione quotidiana spesso non ci pensi ma poi a volte basta una frase... Per dire: poco dopo aver fatto la foto siamo arrivati nel villaggio che e’ molto vicino al confine. Io ho guardato verso delle montagne piu’ avanti e ho chiesto: “quello e’ Israele?” Moussa ha annuito ma ha specificato: “quella e’ la Palestina occupata.”
Azz... nel caso ti fossi dimenticato ti torna tutto in mente, non siamo in Italia.
E va bene, tra qualche ora mandiamo in archivio anche questo 2006 (io un’ora prima!), spero sia stato un buon anno e auguro a tutti un 2007 di sogni realizzati.
Vostro
Massimo
PS: per chi volesse chiamare o mandare qualche sms il mio numero qui e': 00961 70161506

20 dicembre 2006

For fans only


Ciao! un post veloce veloce, ma non ce la facevo a non presentarvi... il nostro autista! Ne abbiamo 2, uno - Abu Hassan - e' un padre di famiglia gentile e umile, l'altro e' lui: Eli, detto Ellio, (come si vede dalla sobria fiancata della sua macchina). Domenica scorsa eravamo in giro vicino alla spiaggia e lo abbiamo incrociato mentre faceva delle "vasche" per Tiro in versione festiva, un mito incontrastato. Sul sedile dietro della macchina ha una specie di bidone, un cilindro che occupa tutti e due i posti (giuro). Ho messo la testa dentro e gli ho chiesto cos'era. Con una punta di soddisfazione ha toccato lo stereo e alzato un po' il volume... era la cassa! Dei bassi che tremava la terra! Papa', non preoccuparti... quando guida per noi e' tranquillo! :-)
Beh... abbiamo di nuovo internet, non da ieri come mi era stato giurato ma da oggi, va bene lostesso e ci sentiamo un po' in festa. Un saluto a Pina, Leonardo e Marco (da gennaio arriva un nuovo ospite in casa mia per qualche settimana :-) e... buon anno a tutti! io lo passero' qui a Tiro ad una festa con un po' di ragazzi dello staff locale. Sfortunatamente Ellio non ci sara' ma spero ci divertiremo lostesso.
Ciao!!
m a x
ok, un saluto generale.
m a x

17 dicembre 2006

report


ciao! eccomi di nuovo... il silenzio degli ultimi giorni e' dovuto a ritmi di lavoro che solo le scadenze imminenti e improrogabili riescono a imporre. Abbiamo consegnato il "final report" a UNICEF per la chiusura della prima parte del progetto. Vari faldoni pieni di documenti amministrativi, reportistica di tutte le attivita', numeri di beneficiari e quant'altro. Nella foto Guglielmo, Michela e Eba alle prese con un riordino generale delle pezze amministrative la sera prima di consegnare. Le avevano stese su tutto il pavimento, il letto e una parte di corridoio! Guglielmo e' ripartito oggi per l'Italia, toccata e fuga. Anche Marco e' rientrato ora di staff internazionale siamo io, Michela e Francesca. Ok, era un aggiornamento volante dato che stasera siamo riusciti a tirare un po' il fiato. Una pausa breve perche' da domani cominciano le attivita' del nuovo progetto e in piu' traslochiamo... ma questo ve lo racconto la prossima volta.
Abbaci
m a x

09 dicembre 2006

Colloqui di selezione

Nel progetto che seguo sono previste 20 persone come staff locale che lavoreranno nei 3 centri giovani che attiveremo: la maggior parte (18) educatori ed educatrici. In questi giorni sto facendo i colloqui di selezione, a volte da solo a volte aiutato da Samir che traduce per chi non parla inglese. E' una bellissima opportunita' per conoscere le persone e sto vedendo praticamente tutti quelli che hanno mandato il curriculum (un sacco di gente!). E' il lavoro che faccio tutto l'anno ma tra la cultura diversa, il traduttore e i tempi stretti non e' per niente facile e qualche gaffe la faccio ancora, soprattutto sui saluti alle ragazze... tendo la mano senza pensarci e a volte loro si ritraggono imbarazzate (Ops... Non si da la mano a un uomo che neanche si conosce!). In genere cerco di riparare con scuse e gesti scomposti tipo mettermi la mano sul cuore, accennare un inchino o farfugliare un saluto in arabo o non so nemmeno io cosa ma insomma... non e' come essere a Roma (Paola aiuto!). Vabbe', in ogni caso ho gia' individuato i primi 7 o 8 che mi sembra vadano bene, ci sono ragazzi veramente in gamba. Quando concludo le selezioni faccio una bella foto di gruppo e la pubblico.
Ok, un saluto a tutti... (un bell'abbraccio all'italiana direi!). C'e' una poesia della Szymborska che ci si chiama "scrivere un curriculum", e' bellissima e spero che sia di buon augurio per quelli che nei prossimi giorni sosterranno colloqui di lavoro (in bocca al lupo Cri e Sandra!). La copio di seguito, ciao!


scrivere un curriculum

Che cos’è necessario?
E’ necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.
E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stessoe ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove vacolui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Wislawa Szymborska

06 dicembre 2006

Greeting


Stamattina ero con gli educatori davanti a una scuola e abbiamo visto degli aerei che volavano in cerchio disegnando in cielo delle spirali, come si vede nella foto. Quando gli ho chiesto se avevano idea di cosa stesse succedendo mi hanno detto: "Sono gli israeliani che ci salutano!". Eravamo tutti coi nasi per aria... "Speriamo non ci salutino troppo calorosamente!" ho detto io... Si e' riso un po' ma non c'era tanto da ridere. Queste sorvoli sono delle piccole provocazioni, degli avvertimenti, un modo per dire: siamo sempre qui... Mohammed mi dice: "Non potrebbero volare cosi'... lo fanno per dimostrarci che possono fregarsene delle regole e che non accetteranno troppe limitazioni". E' la prima volta che vedo questi voli, sembra in ogni caso che succedano abbastanza spesso. Nessuno era particolarmente stupito, erano anche un po' contenti di fami vedere questa cosa.
Abbiamo preso il materiale dal furgone e siamo entrati a scuola mentre io pensavo a come deve essere nascere e crescere in questa zona e con questi "rapporti di vicinato".
Vi lascio su questo pensiero, a cui non credo proprio di saper rispondere, e saluto tutti i vicini di casa :-)
m a x

03 dicembre 2006

Campioni del mondo!

Qui in Libano gli italiani sono sempre ben visti. Ieri sera sono entrato in un negozio per comprare la ricarica del telefono e quando gli ho detto che ero italiano si sono galvanizzati. In qualche modo (non parlavano inglese) ho capito che uno dei due conosceva diversi italiani, forse militari di UNIFIL, e che aveva il mito dell'Italia. Gli ho chiesto se era stato mai in Italia e lui mi continuava a dire qualcosa riguardo a Sharm el Sheik... alla fine ho capito che in Italia non c'era mai stato ma che aveva passato del tempo a Sharm e che c'erano piu' italiani che egiziani! Si sentiva un po' in Italia insomma (sic!). Vabbe', la conversazione e' poi finita in trionfo quando e' venuta fuori la coppa del mondo di calcio, sapevano la formazione dell'Italia a memoria e nella finale hanno fatto decisamente il tifo per noi. Grandi pacche sulle spalle e via... mi sa che l'immagine dell'Italia all'estero e' portata avanti piu' da Cannavaro che da D'Alema! Il pallone e' sempre il pallone, non c'e' niente da fare. I bimbi giocano a calcio per strada a Tiro come a Medicina. Nella foto dei ragazzi sotto casa nostra, oggi pomeriggio. Papa', ce n'erano un paio che mi sembravano talentuosi, organizzo una sfida con quelli che alleni tu?!
In bocca al lupo a Cri per il colloquio e un abbraccio a tutti.
m a x

01 dicembre 2006

Opposizione in piazza


Giornata passata quasi tutta in ufficio, che poi e' anche la casa... cucina, 3 camere, 2 bagni, un terrazzo e una sala piuttosto grande adibita - appunto - ad ufficio. Rispetto ai 10 km di traffico romano e' un gran vantaggio anche se poi si finisce per far colazione mentre si avvia il computer!
Oggi l'opposizione e' scesa in piazza a Beirut, non so quanta gente sia ma le immagini sono piuttosto impressionanti. Sembra anche che si stiano attrezzando con le tende per tenere le strade occupate fino a che le loro richieste non vengano accolte (piu' rappresentanza all'opposizione o caduta del governo).
Qui al sud nulla di strano, a parte qualche negozio chiuso e macchine con l'altoparlante che giravano stamattina per le strade facendo propaganda.
Sono le otto, vi metto una foto del quartiere cristiano di Tiro (dove andiamo a comprare la birra!) e vado a impostare la cena...
Ciao max