Ciao a tutti,
scrivo subito per tranquillizzare chi avesse sentito news allarmanti sulla situazione qui in Libano. A Tiro al momento tutto ok. Oggi pomeriggio hanno ucciso in un attentato in centro a Beirut il ministro dell'industria Gemayel, figlio di un ex presidente ed esponente del partito cristiano maronita. Io e Marco Rotelli eravamo proprio a Beirut per un incontro con due ragazzi di una ONG locale che collaborano con noi nel progetto al sud. Sono arrivati piuttosto preoccupati, ci hanno detto quello che era successo e chiesto di ridurre i tempi del meeting per capire come sarebbe evoluta la situazione. Continuavano a ricevere telefonate e abbiamo parlato un po' dell'accaduto. Non e' semplice schematizzare la situazione politica all'interno della quale si colloca questo attentato. Provo:
1 - Qui in Libano ci sono 17 confessioni religiose riconosciute e le cariche in parlamento devono essere suddivise - per dettato costituzionale - in modo proporzionato fra le varie comunita'.
2 - La settimana scorsa si sono dimessi 6 parlamentari sciiti vicini ad Hezbollah (e alla Siria) in polemica con la linea del governo che non vuole riconoscere loro una maggiore influenza (influenza che sono convinti di avere anche a seguito dell'esito della guerra con Israele e dell'aumentato sostegno popolare).
3 - Il governo (anti-siriano) sostiene che questi parlamentari si siano dimessi per mettere i bastoni tra le ruote ad una risoluzione delle Nazioni Unite che avvierebbe un'indagine sull'attentato che nel 2005 uccise il primo ministro Rafiq Hariri e che, secndo il governo, se portata avanti rivelerebbe un coinvolgimento della Siria.
4 - Dopo le dimissioni dei 6 parlamentari, Hezbollah e i movimenti vicini (come Hamal), sostengono che il governo non sia piu' legittimo perche' non rispetta piu' il mandato costituzionale che prevede la suddivisione proporzionale tra le diverse comunita' (gli sciiti ora non sarebbero piu' rappresentati).
5 - Il governo tira dritto e non ascolta queste voci di dissenso. Prende anzi decisioni importanti e spinge per far andare avanti la risoluzione ONU.
6 - Oggi pomeriggio: uccisione del ministro cristiano maronita probabilmente orientata a dare la spallata definitiva al governo che sempre meno ha i numeri per governare. Puo' essere un tentativo di destabilizzare il paese e la regione anche se le prime reazioni (tra cui il padre del ministro, ex presidente del Libano) tendono ad abbassare i toni e incitano a riflettere. Alcuni (primi fra tutti gli USA) accusano la Siria di essere il mandante, la Siria si e' affrettata a condannare l'attentato.
Fine della sintesi.
Noi abbiamo parlato un'oretta con i due ragazzi e ci siamo rimessi in macchina verso Tiro. Strade molto incasinate (ma a Beirut non e' una gran novita'), molta polizia e militari in giro e telefoni che non prendevano per un po'. A parte questo tutto tranquillo e poco piu' di un'ora dopo eravamo a Tiro. Qui la situazione sembra calma ma probabilmente domani ci saranno manifestazioni. Domani tra l'altro e' la festa dell'indipendenza del Libano ed erano gia' previste delle iniziative. Abbiamo letto un po' le notizie su internet e poi ci siamo fatti una pasta (al pesto, non male). Ora Marco Sergi e' a letto, Marco Rotelli e Francesca sono sul divano e fanno zapping su desolanti canali arabi, io scrivo questo post e poi vado a letto, buonanotte.
m a x
PS: avrei fatto delle foto nuove ma stasera non riesco a caricarle... per le immagini a domani