10 marzo 2007

home sweet home...


ho in mano un foglio su cui c'e' scritto:

LH 3517, 16 MAR, BEY-FRA 15.45 - 18.55

LH 3852, 16 MAR, FRA-FCO 21.15 - 23.00

Insomma, torno in Italia! sto un paio d'ore a Francoforte e alle 23.00 di venerdi' (16 marzo... per chi sa che questa data non e' priva di significati) sono a Fiumicino. Il piano, fino a qualche giorno fa, era di fermarmi fino al 25 marzo ma con ogni probabilita' allunghero' un po' il periodo per dare una mano in ufficio a Roma. Alla fine penso che staro' almeno fino alla fine di marzo.

Se qualcuno dei romani ha voglia di uscire venerdi' sera o sabato fatevi sentire ok? spero davvero di riuscire a vedere tutti! Tra sabato sera e domenica torno in quel di Bologna e poi da martedi' sera saro' di nuovo a Roma (e da mercoledi' in ufficio!).

Ok, per ora e' tutto... i prossimi racconti saranno di persona!
A presto
m a x



05 marzo 2007

Vita quotidiana episodio 2: moneta e banche


Lo so, avevo detto che avrei parlato di Tiro by night. E’ che sono andato in banca e mi e’ venuta voglia di raccontarvi di quello, e della moneta locale.
Allora: in Libano e’ facile fare il conto coi soldi perche’ le lire Libanesi valgono quasi esattamente quanto valeva la nostra vecchia lira. Se gli dai un euro ti danno - a seconda dei giorni - circa 1.930 Lire Libanesi. Un dollaro 1.500. Coi dollari puoi pagare ovunque, con l’euro un po’ meno ma non e’ un problema, ci sonoi cambi e poi funziona anche il bancomat. La vita e’ decisamente meno cara che da noi; non faro’ l’elenco dei beni nel paniere ISTAT, diciamo che al ristorante con 10/15 dollari te la cavi egregiamente (da Tony con molto meno). Insomma, centomila lire sono ancora centomila lire e quando vai in banca a ritirare hai un po’ piu’ di soddisfazioni.
Il sistema bancario, se leggi sulle guide, viene descritto come uno dei settori piu’ sviluppati del paese. A un certo punto si e’ parlato anche di Svizzera del Medio Oriente e via discorrendo. Per quello poi che quando sono entrato in banca ci sono rimasto un po’ male.
Gia’ l’entrata la dice lunga: porta a spinta normalissima, ne maniglia ne niente, tipo saloon. Spingi, ti guardi intorno aspettando che ti controllino e invece sei proprio gia’ dentro. All’interno la scena ricorda un po’ un bar. C’e’ lo sportellista/barista che ha di fronte 4 o 5 persone che stanno gomito a gomito e distribuisce soldi come cappuccini. All’inizio quando tocca a te non ti capaciti: tipo che gli hai dato un assegno e mentre gli stai di fronte e aspetti arriva uno che ti passa il braccio sopra la spalla e gli allunga delle carte, lui come niente le prende, ci parla un po’, gli da dei soldi e via. Come al bar.
La settimana scorsa e’ stata da ridere. Ci erano appena arrivati i soldi da Unicef e dovevo prelevare una discreta somma per pagare tutti gli stipendi del personale che eravamo anche in ritardo. C’erano altre persone allo sportello e quindi mi sono tenuto ad europea distanza. Il cassiere mi vede e mi saluta:
- Hi Masímo! (proprio con l’accento sulla “i”, non c’e’ verso di farglielo pronunciare giusto). What do you need? Mi chiede.
- I have to withdraw some money (devo fare un prelievo...). Cerco di fare il vago.
- How much do you need? Niente da fare.
Conoscendo un po’ l’assenza di privacy mi ero preparato con un assegno. Mi avvicino allo sportello, guardando gli altri come per scusarmi, e glielo mostro. Cinquana milioni. La sua espressione tradotta suonerebbe tipo: azz...! Pensi di aver segnato un punto e invece lui si alza e come niente si rivolge al principale (dall’altra parte della sala!) gridando:
- Mr Rashaaaad! Masímo deve prelevare cinquanta milioni, ce li abbiamo?
Addio riservatezza. Faccio qualche debole tentativo di moderare il volume ma ormai e dibattito aperto. Alla fine mi appoggiano cinque risme di cento banconote da centomila l’una sul banco e una busta per metterceli dentro. Mentre conti il malloppo lui serve tranquillamente gli altri e alla fine tanti saluti. Porta a spinta e sei fuori, con 50.000.000 in tasca. Robe da matti.
Metto una foto della rete di fili elettrici che si vede ovunque qui a Tiro, mi sembra che faccia capire molte cose.
Alla prossima, ciao!
m a x
PS: chi e' zot?

01 marzo 2007

Vita quotidiana episodio 1: il cibo


Come si mangia in Libano? Rassicuro subito Luciano e la Franca... si mangia bene!

La cucina libanese e’ considerata una delle migliori del medio oriente, in particolare ci sono un sacco di antipasti (la “mesa”) molto sfiziosi. Tipo l’húmus (una crema di ceci), il bábaganush (crema di melanzane), il fatúsh e il tabúle che sono delle insalate che servono con del pane fritto attorno e una specie di aceto di melograno.

Poi - in particolare qui a Tiro - si trova molto pesce... alla griglia o fritto, calamari, gamberetti (niente cozze e vongole). Ogni volta che mangiamo fuori prendo il pesce! Dal lato carne si va sul pollo o sul manzo: nel panino al volo (shawarma), nel piatto con le patatine fritte o negli spiedini. Buona. Non ho ancora capito perché non si trovi la bistecca o la semplice fettina di carne. Si vede che gli piace cosí, anche se a volte un po’ piu’ di essenzialita’ non guasterebbe (troppe salsine o condimenti).

I dolci: ci sono i dolcetti tipici mediorientali, quelli piccolini fatti con i pistacchi che ne mangi uno e stai bene fino al giorno dopo. Oppure le torte, la panna cotta, ma soprattutto delle gran paste con la frutta e la crema, mezzo kilo l’una, utilissime nei momenti di sconforto.
I grandi assenti: carne di maiale e alcoolici. Assenti per modo di dire pero’, nelle zone cristiane (ma non solo) si trova tutto, dalla mortadella al whiskey passando per la birra e per vini locali di rispettabilissima qualitá (anche a detta di esperti ben piu’ accreditati del sottoscritto che, nonostante l’impegno crescente, e’ ancora un dilettante). In un supermercato a Beirut Lucio e’ addirittura riuscito a trovare il Fernet Branca (e’ affetto da vera e propria dipendenza) e la settimana scorsa e’ circolata la voce che in un posto qui a Tiro una ragazza di Terre des Hommes Italia ha scovato la pancetta per la carbonara!
Insomma, non soffro la fame. Chiaro che le tagliatelle della Franca sono inarrivabili (e quest’anno ho saltato le sfrappole e i ravioli!) pero’ non mi troverete dimagrito.
Chiudo presentandovi il nostro ristoratore favorito: Monsieur Tony, un fumetto vivente (con me in una foto storica). Ha un posticino semplicissimo al porto, zona cristiana (quindi vino), proprio sul mare. Se c’é il sole mette un paio di tavoli fuori senno’ si sta dentro. Capienza sala interna: un tavolo. E’ come mangiare a casa sua (c’é anche la moglie che guarda la tv). Una curiositá: non ha la cucina. Dopo che hai ordinato lui prende i pesci e sparisce. In pratica e’ amico del gestore del ristorante vicino e ne usa la cucina quando vuole. E’ o non e’ un grande?
Ok, fine episodio uno, la prossima volta magari vi racconto di cosa si fa la sera e nei week end... Tiro by night.
Baci ipercalorici
M a x